mercoledì, novembre 30, 2005

LA SETTIMANA DELLA BUONA SPESA

Parentesi Gossip per chiunque questo settembre avesse seguito il mag-mail-reality di DiPiù con lo scambio epistolare fra Pasquale e Victoria (i ciccini del GF)sul tema "perchè non mi sposi? Non sei sicuro dei tuoi sentimenti?" e relativo "Forse tu non sei sivura" "No, io sono sicura, TU non sei sicuro".Siamo giunti all'epilogo: Victoria è tornata in America. (per maggiri dettagli vi rimando a Tgcom).


L'Esselunga è cattiva e non motiva i suoi dipendenti per una maggiore partecipazione alle campagne sociali.
Dal 12 al 19 novembre ha avuto luogo la "Settimana della buona spesa", in favore della ricerca contro il cancro. Fuori dall'Esselunga erano esposti dei cartelloni con Snoopy, che dicevano che insieme alla rivista dell'AIRC davano gli adesivi natalizi del meraviglioso bracchetto amico di grandi e bambini.
Io amo Snoopy e tutti i Peanuts e VOLEVO ASSOLUTAMENTE quegli adesivi, solo che fra una cosa e l'altra mi sono dimenticata di andare al supermercato e quindi, come si suol dire, ho perso il treno.
Oggi vado a comprarmi delle "Provolizie" e alla cassa noto che hanno ancora le riviste del'AIRC. Mi faccio coraggio e chiedo quanto costano: potrò ben spendere 1 euro per avere gli adesivi, no?
E cosa scopro? Che la rivista è gratis e che, deduco io, le cassiere si erano dimenticate di appiopparle automaticamente ai cliente mentre passavano la spesa.
Adesso io sono tanto felice, perchè ho dei bellissimi adesivi di Natale. Penso che sarò così generosa da usarne uno per il pacchetto del regalo della Paola, come supremo gesto di amicizia: cosa c'è di più nobile che privarsi di un adesivo di Snoopy?

martedì, novembre 29, 2005

PICCOLI ESPLORATORI

Quando nel lontano 199qualcosa mia mamma mi ha comprato "Compagno dei boschi" si aspettava che fosse un libro che stimolasse il mio pressochè inesistente amore per la montagna.
In effetti metà libro riguarda gli animali, gli insetti, le bacche, i fiori e gli alberi, ma è l'altra metà ad essere nettamente più interessante.
"Compagni dei boschi" è infatti un libro pensato per bambino che abitano in campagna o in montagna, non in una grande città. E' inoltre un libro per bambini dotati di genitori non ansiosi nè maniaci della pulizia, lontani anni luce da mia madre, che mi ha sempre impedito di fare i lavoretti proposti dall'Albero Azzurro, perchè "Faresti solo pastrugni e sporcheresti tutto quanto".
"Compagno dei boschi" e' un libro per "giovani esploratori", come indica il sottotitolo, e propone una serie di attività assolutamente strabilianti, che ricordano un po' la leggendaria adolescenzia e infanzia di Yoshi, fatta di canne da pesca (e non solo), rifugi sotto terra e zatterre fai da te.
Tra le meraviglie proposte da questo libro abbiamo:
- costruisci una capanna lappone
- costruisci un'isba
- costruisci un letto di corda
- costruisci un sistema per firltrare l'acqua
- costruisci dei trampoli
- lavorare il vimini e intrecciare bellissimi canestri
- realizzare un gilet di pelle di montone
- conciare la pelle di coniglio
- fare un paio di mocassini di cuoio
- costruire un ponte di corda e di legno
- costruire un IGLOO o un pokkake, ovvero un igloo sotto terra.
Ma vi pare possibile invitare i bambini ad andare a csavre una fossa di 2 metri sotto la neve per poi andarci a stare dentro?

lunedì, novembre 28, 2005

ME IS SO PRETTY!

Dovete sapere che io ho un cappellino di lana lilla. E' un cappellino semplice semplice, ma appena me lo sono provata me ne sono innamorata. Questo cappellino sta benissimo se mi faccio i codini, tanto che l'anno scorso me li facevo sempre perchè mi sentivo una giovane Marissa (= una giovane attrice adoloscente hollywoodiana) e mi vedevo proprio pretty.
Venerdì, dato il gelo arrivata sulla penisola, ho deciso di rifare i codini e rimettere il cappellino (perchè se prendo freddo alle orecchie poi mi viene mal di gola e produco tanto muco color crema di zucca): sarà stata la sciarpa rossa, ma guardandomi alla specchio mi sono sentita proprio carina, the cutest of the cut, la ragazza perfetta per stare sotto l'albero di Natale, elargendo sorrisi e fette di pandoro/panettone a grandi e piccini, e tutti avrebbero detto "Oh, che pretty! Mi riempie il cuore di spirito natalizio".
Conciata così pretty sono uscita per andare in stazione.
Vado in edicola per prendere il biglietto e poi chiedo se hanno le figurine di "The Club", il mio nuovo feticcio trash.
La signora mi risponde mortificata con un "No tesoro, mi spiace..." e io mi accontento di prendere DiPiù, chè Vanity Fair era in sciopero e avevo solo un euro.
Siccome ero molto pretty ho pensato che il tesoro fosse dovuto a quello e che il tono mortificato dipendesse dal fatto che la signora era molto dispiaciuta di non poter rendere felice una ragazza così pretty con un pacchetto di figurine.
Poi in un momento di lucidità ho pensato fosse più probabile che la signora avesse avuto pietà di una ragazza interessata a un simile articolo...

giovedì, novembre 24, 2005

E' UFFICIALE

Annuncio ufficiale

Più dettagli

mercoledì, novembre 23, 2005

THINK PINK!

Certo, potrai evitare di scrivere un post e concentrare le mie energie alla stesura dell'ennesima pagina piena di suspense della tesi.
Invece NO! Ho deciso di rendervi partecipi di nuovi imbarazzanti risvolti della mia/nostra vita di coppia!
Dovete sapere che, in quanto Ciccini, ci mandiamo i messaggini della buona notte e del buongiorno. Però IO non mi accontento di un "Buona notte e figli maschi" o un generico "Sogni d'oro", soprattutto se IO ho partorito un messaggio articolato su più di due righe tipo "notte coppiere degli dei che mesce nettare e ambrosia vestito solo di un paio di slip bracaloni". Come potete notare si tratta di messaggi volontariamente stupidi e fini a se stessi. Una specie di esercizio di stile.
Dopo che Yoshi mi ha risposto più volte con un "buonanotte ciccina", mi sono sentita in dovere di stilare alcune regole che la buonanotte deve rispettare per essere gradita:
- deve essere lunga;
- deve contenre qualche animale tenerello;
- deve utilizzare un linguaggio cuzzoloso;
- deve contenere qualcosa di rosa;
- devo contenere qualcosa di zuccheroso (ovvero deve fare riferimento a dolci e caramelle).
Praticamente deve ricordare l'Hello Kitty Store.
Ecco alcuni esempi particolarmente riusciti che mi mandano in brodo di giuggiole.

"Buongiorno coccinella rosa a pois fucsia che zampetta sopra una mela candita :"

"Buongiorno my little pony dalla criniera di zucchero filato rosa :)"

E la mia preferita:
"Buonanotte criceta fucsia che gira una ruota di marzapane rosa:)"
Che ci volete fare? L'immagine di una ruota di marzapane rosa è così...ROSA e MARZAPANOSA!

martedì, novembre 22, 2005

PANCIONI SUI BANCHI DI SCUOLA

Io sono andata a scuola in un liceo linguistico/istituto magistrale. Una scuola a predominanza femminile quindi.
Nei cinque anni che sono stata in sede non ho mai visto una studentessa incinta, nè sentito pettegolezzi su eventuali aborti praticati (tranne nel caso di una "amica" della mia vicina di casa, non molto affidabile in quanto bugiarda cronica). Statisticamente è molto probabile che qualche caso ci sia stato,ma NESSUNO ha mai girato con il pancione per i corridoi.
Nella scuola del fratello di Yoshi ci sono due ragazze incinta, una di quarta e una di quinta; un'altra è a scuola con un suo amico. Yoshi mi ha raccontato che quando lui andava al liceo avevano anche loro una compagna incinta.
Sarà che per le ragazze di città è più facile andare dal ginecologo o in un consultorio di nascosto (le mie compagne organizzavano delle vere e proprie "gite": andavano in quattro o cinque dallo stesso ginecologo), sarà che è più facile andare lontano da casa a comprare preservativi e pillola, sarà che con tutto questo inquinamento siamo meno fertili, sarà che nei paesi del nord est sono più chiesaroli e proibiscono alla figlia di abortire (in città siamo più liberal: vi ricordo che la regola di mia madre era "fate sesso solo dopo i 18 anni, così la decisione di abortire o meno pesa su di voi e sulla vostra conscienza e io non commetto peccato".)
Voi avete mai avuto ragazze incinta a scuola?

lunedì, novembre 21, 2005

LE MERAVIGLIE DELLA SCIENZA

Quando sono nervoso o arrabbiata mi si accavalla il nervo della chiappa destra.
Non è terribilmente affascinante (oltre che fastidioso)?

domenica, novembre 20, 2005

LA METAFORA DELLA BARCA SENZA MARINAIO

Ieri sera si parlava con Yoshi del futuro accademico di suo fratello, e si facevano valutazioni sulle possibilità di trovare lavoro avendo un certo tipo di laurea.
Essendo io laurenda in scienze della comunicazione non ho di che stare allegra, ma cerco di tirarmi su pensando a chi ha scelto corsi di laurea ancora più sfigati, tipo lettere moderne, lettere antiche, filosofia e storia.
So che a 19 anni uno non si mette a scegliere cosa fare in base alle possibilità di trovare lavoro, ma sceglie usando come criteri le materia in cui va meglio o che piacciono/interessano di più (o che sono più facili), però che cavolo hai nella testa se scegli di studiare delle lingue morte? Uno che opta per i corsi umanistici puri cosa può fare dopo? Insegnare (= studiare per 7 anni per non trovare un lavoro fisso e comunque guadagnare quattro soldi), fare il giornalista (settore sovraffollato), fare lo scrittore, lavorare in una casa editrice (settore immobile), fare carriera in università (uno su mille ce la fa e deve dare il culo al vecchio di riferimento). Poi ci sono i lavori che non richiedono la laurea ma che accolgono i laureati umanisti "la cultura prima di tutto, non lo faccio per i soldi ma per il sapere": operatore di call center, intervistatore telefonico, venditore, cassiera, commessa.
Conclusione iscrivetevi ai corsi di stampo economico (ingegneristico se amete le sfide): anche se vi laureate con 90/110 e avete la media del 22 sarete sempre più richiesti che non l'ennesimo sfigato comunicatore con lode. Oppure non studiate e andate a bottega da un idraulico, o un falegname, o un imbianchino e fate schei, mentre i futuri precari della gleba si bullano della loro cultura (a parte che non serve un professore che vi esamina per averne una).

Dopo aver fatto il seguente discorso, ecco la dimostrazione umano: l'amico ritrovato di Yoshi, laureato in lettere con indirizzo cinematografico, finito a fare il benzinaio. Una storia di una tristezza infinita. Così triste che, quando il tipo ha detto che aveva bisogna di un bicchiere vuoto per la birra perchè doveva berla a una certa temperatura, non ho pensato che se la fosse portata da casa (o che fosse un'estimatore della birra a 19°), ma che avesse qualche brutta malattia, provacata dall'avere inalato per troppo tempo i vapori della benzina.

giovedì, novembre 17, 2005

SFILATA DI MODA

Alla fine ce l'abbiamo fatta!
Ecco a voi FdC versione Barbie Polvere di Stelle o Barbie alla Notte degli Oscar.
La qualità è quella che è, ma stiamo parlando di foto fatte con il cellulare.
Il primo che commenta "La qualità è quella che è anche per quanto rigurda la modella" è bannato:)



CALDA PELLE DI TOPO

Da domani arriva una bella ondata di gelo siberiano.
Sabato dovrò stare per qualche ora al freddo e al gelo di una casa senza riscaldamento. L?ultima volta che è successo mi sono presa la broncopolmonite e avevo le tonsille così gonfie e butterate che non riuscivo a mandar giù la saliva e la notte dovevo sputarla in un bicchiere di carta.
Visto che quello che dovrò fare sabato richiede praticità di movimento, non posso mettere un golf di lana che poi magari si rovina; ho quindi pensato che una bella vecchia felpa avrebbe fatto più al mio caso. E quale sono andata a recuperare?
Lei!


(la foto l'ho recuperata da e-bay)

La mitica, unica, leggendaria Walls, che sta alla mia (pre)adolescenza come le camicie grunge a quella di Yoshi!
Non so se la Walls appartenga alla mitologia adolescenziale della seconda metà degli anni ?90 o se la sua diffusione è limitata a Milano e provincia, quindi potrebbe darsi che molti di voi non capiranno il valore affettivo e la storia dietro questo capo di abbigliamento.

Quando andavo alle medie la Walls era il capo che BISOGNAVA assolutamente avere.
La Walls è una felpa termica, ovvero una felpa con lo zip con l?interno di pelle di topo sintetica (v. foto).



I colori base della Walls erano: blu, nero, grigio, verde e arancione fosforescente. Quando la moda si è diffusa, i negozi di importazione (la Walls è made in USA) hanno cominciato a vendere anche felpe bordeaux, viola, gialle e marrone. Tutte le Walls avevano l?interno grigio, tranne quelle arancioni, che l?avevano rosa. La Walls arancione, abbinata al piumino corto nero o beige (sempre della Walls) e alla Bufalo, era la divisa ufficiale dello zarro.
A questo proposito c?erano due scuole di pensiero: il mio fidanzatino delle medie sosteneva che la Walls era di per sé zarra, mentre io la classificavo zarra nella versione arancione, ma sancarlina nelle altre, visto che a scuola la mettevano tutte le fighette della sezione C.
Quando ero in terza media le ragazze fighe si vestivano tutte con i Levi?s svasati in fondo, gli anfibi Doc Martens e la Walls.
La Walls sono riuscita ad averla in tempo utile, mentre gli anfibi li ho conquistati solo in terza liceo, e me li sono tenuta fino all?anno scorso (in realtà ce li ho ancora adesso, ma hanno le suole troppo consumate e li metto solo in casi disperati). Addirittura avevo ben due Walls: una blu (la più classica) e una verde (la mia passione per il verde è di lunga data).

Sabato metterò quella verde e, riprovandola, devo ammettere che non ho potuto fare a meno che pensare che è proprio una bella felpa, adatta a una ragazza freddolosa come me (con la Walls e il piumino potevi tranquillamente mettere le magliette a maniche corte anche a gennaio). Peccato che sia uno di quei capi talmente legati a un?epoca che se la mettessi adesso tutti direbbero ?Oddio, ma è una Walls? Ma la metti ancora? Andava di moda 10 anni fa!? .
Però magari potrei lanciare il revival!

mercoledì, novembre 16, 2005

LA CIECA DI SORRENTO

Come sapete, io sono una grande credulona.
Qualche tempo fa avevo letto la lettera di uno che chiedeva se le lenti a contatto potevano scivolare dietro l'occhio; la risposta era che no, era impossibile: solitamente se non si trova più una lente è perchè è caduta.
Lunedì mattina metto le lenti. La sinistra ha un gocciolone di salina dentro, per cui chiudo forte l'occhio per non farla cadere. Riapro. Non vedo niente. Oddio, dov'è finita questa?
Provo a guardarmi nello specchio con l'occhio lentemunito. Non riesco a vederla.
Provo a toccare l'occhio. Non la sento.
Cazzo cazzo cazzo!
Dov'è? Sulla specchio non è caduta, e nemmeno sul tavolo. Non è rimasta nemmeno attaccato al fazzoletto con il quale ho asciugato la lacrima artificiale
Forse si è rotta in due parti che adesso vagano per il mio occhio.
Forse-e qui subentra il ricordo parziale di quanto letto- mi è scivolata dietro.
Oddio, adesso devo andare al centro lenti a farmela togliere. Mi dovranno portare al pronto soccorso. E operarmi agli occhi. Oddio, ma le operazioni agli occhi sono una cosa delicatissima!
Comunico il dramma a mia sorella, che non capisce.
A mia madre, che non fa una piega (ne deduciamo che la sua depressione vada meglio, altrimenti sarebbe andata in crisi, prevedendo per me un futuro da cieca di Sorrento).
Alla Paola, che non capisce come sia possibile.
A Yoshi, che è perplesso.
Dopo aver sfiorato la crisi di nervi mi alzo, torno a sedermi e guardo per terra.
E cosa vedo? La mia lente!

A proposito di "cieca di Sorrento", qualcuno mi sa raccontare l'origine di questa espressione?

UPDATE

Ecco la foto con gli occhiali, con tanto di faccia *tin* per sdrammatizzare :)















Non è quello che volevate, però metto lo stesso la foto della giacca (il confronto con la modella dopo la foto di cui sopra è impietoso)

lunedì, novembre 14, 2005

GIRA LA MODA

La mia idea per il vestito della tesi (che è a febbraio, ma non vogliamo mica aspettare, prima che il grano sia tutto mangiato dagli altri, no?) era: assolutamente no nero! Mi sarebbe piaciuto un bel completo giacca+gonna aperta in fondo di tweed colorato. Sabato ho visto che alla Sisley ce ne erano di tanti colori e oggi ho mobilitato la Paola per aiutarmi nella scelta.
E' stata un'esperienza debilitante: provate a fare due volte il giro della Sisley in Duomo, prendere un po' di capi, entrare in camerino, spogliarsi, vestirsi, farsi vedere, svestirsi, ripetere per il numero di capi, rivestirsi uscire, rifare il giro e così via, trascinandosi dietro il cappotto, una borsa, un sacco con una borsa di pelle pesante e montagne di vestiti da mettere a posto.
Tutto questo per giungere alla conclusione che:
- le gonne a tubo sotto il ginocchio non mi stanno bene e , soprattutto, non riesco a camminare, dato che io ho una falcata da ritmo frenetico cittadino;
- le giacchine corte stile Doris Day mi stanno male: sono per donne dotate di tette e fianchi;
- sostituire la giacca con un golfino non fa lo stesso effetto "ufficiale" da tesi.

Alla fine, fedele alla mia dichiarazione di intenti, ho comprato una gonna nera a pieghe lunga fino al ginocchio e una giacchina spigata bianco/nero dal taglio molto inglese.

Avrei voluto farvi vedere i due meravigliosi vestiti "Hollywood style" che ho provato da Zara, ma gli MMS sul 190 non riesco a visualizzarli. Mi tocca descriverli: uno era marrone cangiante con la gonna lunga fino quasi alla caviglia e a ruota, con un nel bolerino tutto dorato, mentre l'altro era il classico abito da sera senza spalline, con delle rose sul fianco del bustino e la gonna lunga lunga, blu cangiante. Dimenticavo! Noi abbiamo anche aggiunto una stola di pelliccia grigia, usata sia come sciarpa che come colbacco da zarina. Mi sono sentita molto star del cinema pronta per il tappeto rosso...

domenica, novembre 13, 2005

HA LA FRANGIA?

Volevo rendervi partecipi del rivenimento di un cimelio risalente al biennio del liceo, ma sono troppo pigra per andare su a recuperare il foglio, quindi sarà per un altro giorno.
A portata di mano ho solo una foto della sorella di Lindsay Lohan: non notate una somiglianza con Victoria Cabello (se il paragone offende la Vera, cultrice della Vic, me ne scuso)?

venerdì, novembre 11, 2005

LA TRISTE STORIA DI MANUELA A.

Tenete a mente queste due righe: o è vero amore, oppure gli ormoni scatenati dalla visione e dallo spalpugnamento di tette giant size rendono ciechi e anestatizzano i sensori tattili.

Basta questo muro di omertà, qualcuno deve dirlo: Manuela Arcuri ha una pelle che fa schifo, con un'acne devastante, roba che qualunque ragazza al suo posto non uscirebbe di casa e si struggerebbe perche con una pelle così che la vorrebbe baciare?
Ieri alla "Vita in Diretta" era uno spettacolo tremendo: nonostante uno strato alto un dito di cerone e le luci soffuse, quando la inquadravano di profilo si distinguevano chiaramente decine di bubboni vicino alla bocca e sulle guance, manco avesse il vaiolo.
Ci sono molti motivi per cui una ha i brufoli:
- è nel periodo dell'adolescenza, ma Manuelona l'ha passata ormai da un pezzo;
- è vicino al ciclo (questo non lo possiamo sapere);
- è stressata (sta arrivando Natale! Deve imparare la poesia da recitare al desco familiare la sera della vigilia. Insomma, lei è l'attrice di famiglia, non può fare brutta figura!)
- è una donna mediterranea dalla pelle olivastra e si sa che la pelle olivastra è più grassa e spessa, quindi i brufoli vengono facilmente;
- si mette troppo trucco, la pelle non respira e quindi ecco fatta la frittata;
- ha uno squilibrio ormonale.
Avere l'acne non è una colpa, ci mancherebbe, ma se ti chiami Manuela Arcuri, con la tua faccia ci lavori e i soldi non ti mancano, perchè non spendi questi cento euro per andare dal dermatologo? O almeno investi nel Proactiv!

Mentre la guardavo mi domandava come fa Aldo. Capisco che molti uomini siano attratti dall'Arcuri: la vedono photoshoppata sui calendari, truccata e pettinata in tv, con le luci giuste, e quindi notano solo le tette grandi e gli occhi da gatta. Ma Aldo Montano ci va a letto insieme, la vede appena sveglia, senza trucco! Capisco abbia le tettone, ma se io fossi uomo e mi alzassi la mattina e la prima cosa che vedessi fosse una guancia ricoperta di brufoli pieni di pus, beh, mi farebbe alquanto schifo! E se dò un bacio e il brufolo esplode? E l'effetto grattuggia quando accarezzo il viso della mia bella?

Le ipotesi sono quattro:
1) Manuela è una ragazza simpatica, brillante, buona, generosa, quindi la sua acne passa in secondo piano. o magari è la regina del sesso orale, per cui tutto passa in secondo piano.
2) Manuela si alza prima di Aldo, va in bagno, si trucca e ritorna a letto, stando attenta a non sporcare il cuscino. Se così fosse, mi fa una grande tenerezza.
3) Aldo Montano è davvero innamorato di lei e non fa caso al suo piccolo problema.
4) Di fronte a una quarta (o una quinta) di reggiseno il maschio non ragiona, passa sopra a tutto e vi limonerebbe pure se avete un herpes labbiale.

mercoledì, novembre 09, 2005

SCOMMETTIAMO?

Grazie a Perez possiamo ascoltare il prossimo (potenziale) singolo di Jessica Simpson.
Ascoltate e poi ne riparliamo...
...
...
...
Bene, a me solitamente piace il sexy-pop-da-ballo-e-struscio, ma questo è una schifezza di prima categoria.
A quanto sembra Jessica, approfittando del riposo forzato di Britney, delle nozze imminenti di Christina, ha deciso di occupare il buco di "bambola pop tutta sesso". Di nuovo.
L'ultima volta che l'ha fatto è stato nel 2000. Vi racconto come sono andate le cose quella volta:
- Jessica è stata costretta a rivoluzionare il suo look e andare giro con ampie scollatture e tette che uscivono da tutte le parti;
- Jessica aveva cominciato a pensare solo alla sua carriera e aveva lasciato Nick, perchè voleva fare nuove esperienze e bla bla bla.
- Jessica aveva fatto uscire come singolo "Irresisteble", una canzone con un video in cui lei era praticamente travestita da Britney, ballava come Britney, faceva le facce di Britney.
Risultato: il cd ha venduto una miseria (non che gli altri siano mai andati meglio, ma quello è stato proprio un tonfo)

Oggi che siamo nel 2005:
- Jessica fa ampio sfoggio di tutte le sue cosine (pensiamo all'orribile vestito dei VMA, quella da donna appena stuprata);
- si dice che il matrimonio sia in crisi (hanno passato l'anniversario una in Africa e l'altro in Svezia), che lei abbia volgia di divertirsi come tutte le ragazze di 25 anni e andare da una festa all'altra;
- Jessica sta preparando un album che suona come "In the zone", abbandonando la sua aurea di ragazza country-pop.
Sono curiosa di vedere se la mantenendo l'ordine dei fattori, il risultato cambia...

martedì, novembre 08, 2005

MIO DIO CHE TRISTEZZA!

Ieri mando a Dave una testimonianza del fatto che Daria Bignardi l'ha citato su Donna Moderna.
Oggi ricevo il seguente ringraziamento:
"ma che bello, grazie mille Elena! :D"
Come i più acuti di voi sanno, io mi chiamo Elisa.
Capisco di non aver messo la firma alla fine della mail, ma tutti i messaggi del mio indirizzo gmail sono inviati come Elisa *cognome*.

Essere chiamati con il nome sbagliato è troppo da sfigati...

Per la cronaca: anche la mamma della Paola mi chiama Elena, mentre la mia prof del biennio aveva dei lapsus e mi chiamava Serena.

CILIEGIA!

Cose che il mio Ciccino deve fare al più presto ma che invece continuerà a posticipare finchè io non mi inciliegio e lo sgrido e lui tira fuori il labbro inferiore e lo fa tremare tutto:
- ricaricare il cellulare, che a me sono rimasti solo 30 minuti di conversazione e si sa che sono logorroica e, soprattutto, amo chiamae anche se non ho niente da dire;
- leggere quel fottuto capitolo della mia tesi, chè devo mandarlo al prof e se lui lo legge sono più tranquilla. Siccome so che a nessuno frega niente della tesi, a meno che sia la propria o quella del proprio bambino(e naturalmente i propri genitori sono gli utlimi a cui la si vorrebbe far leggere), capisco che il mio Ciccino continui a posticipare perchè non ha voglia, ma allora dillo chiaramente e io la mando al prof senza passare dal via e non ti rompo più. Invece lui continua a dire che "no no, ma guarda che la leggo, non so quando ma la leggo".

Sappia solo il mio Ciccino che se prima di subito non fa quelle due cose (con un indice di priorità maggiore per la seconda), io non faccio più nè la bolla di amore, nè il grande abbraccio.
CILIEGIA!

lunedì, novembre 07, 2005

LA LIETA NOVELLA E IL MESSAGGERO DELL'APOCALISSE

Parentesi
Alleluia alleluia!
Finalmente il pupino ha visto la luce!
Chissà se metteranno on line anche la lista per i regalini per il nuovo pargolo?

A me il nome non piace molto, anche se mi sembra molto adatto al figlio di due coatti del genere. Nella mia mente il nome Christian è associato a un bambino biondo, ora quattordicenne, che abitava in montagna, e negli anni '90 aveva i capelli corti con un lungo codino dietro, stile Baggio, che allora andava tanto di moda.
Chiusa parentesi


Un bel po' di tempo fa vi avevo parlato della strana presenza non identificata che scrive strane frase a sfondo religioso e omofobo sui cartelloni pubblicitari in metropolitana.
Dopo più di un anno, grazie a una macchina fotografica a portata di mano, sono riuscita a fotografare un esempio di quelle scritte, anche se non la più rappresentativa.
La mano che scrive è sempre la stessa: la calligrafia è sempre uguale, così come gli eventuali errori di ortografia.
Secondo me è il vecchio che fa le pulizie, mormorando passi dell'Apocalisse e lanciando maledizioni a chi passa e gli sta antipatico.

giovedì, novembre 03, 2005

BUONANOTTE AI SUONATORI

In metropolitani sale sempre qualcuno che chiede l'elemosina; le due principali categorie sono:
- la zingara con bambino, che può essere il figlio o il fratellino. Esistono anche le varianti coppia di fratellini che chiede i soldi e quella donna incinta con bambino.
- gli zingari musici.
Ogni tanto può salire anche qualche drogato o il leggendario e terrorizzante "Malato di AIDS". Terrorizzante non per l'AIDS in sè, ma perchè ha una faccia cattivissima da tossicodipendente pronto a tirare fuori una siringa infetta se non gli dai i soldi.

Come si deduce dal titolo, mi soffermerò a parlare degli zingari musicisti.
Lo zingaro musicista è sempre uguale: maschio, di età compresa fra i 10 e 40 anni. A volte si esibisce da solo, altre volte è aiutato da un bambino che gira con il bicchierone del Mc Donald a tirare su i soldi, altre ancora ci troviamo di fronte a un vero e proprio gruppo.
Lo zingaro musicista può suonare tre strumenti: la fisarmonica, il violino e quello strumento di cui non ricordo il nome, metà flauto e metà pianola.
Il livello di bravura dipende soprattutto dall'età: certi ragazzini vanno in piena confusione e si dimenticano le note, altri torturano le corde del violino e le orecchie dei passeggeri. Nella versione "gruppo musicale", presente soprattutto sulla linea 2, i musicisti sono così avanti che suonano su una base preregistrata molto ritmata, che contribuisce a rendere più coinvolgente il solito repertorio.
Il repertorio degli zingari musicisti è sempre lo stesso, è vecchio e FA SCHIFO! Dico: vuoi guadagnare i soldi suonando? Scegli delle belle canzoni! Inventale! Suona musiche tipiche della tua terra!
E invece no! Il repertorio è sempre quello e contempla:
- "O mia bela madunina", in omaggio alla città;
- "O bella ciao", perchè quelli di sinistra sono più generosi;
- il tema di Love story
- il tango che ogni tanto accompagna la sigla di C'è posta per te.
Una volta sono stata fortunata e ho sentito una coppia lui e lei che cantavano una canzone d'amore tipica del loro paese, ed è stata una piacevole novità.
Niente a che vedere comunque con il panorama straniero.
All'estero non sono solo gli zingari a suonare per soldi, ma anche giovani qualunque che amano la musica e cantano per strada o suoi mezzi per unire l'utile (tirare su qualche soldo) al dilettevole (esibirsi davanti a un pubblico).
Tre esempi:
- lungo la via centrale di Dublino il pomeriggio si trovano gruppi di ragazzini che, con ancora addosso la divisa scolastica, improvvisano concerti suonando i loro strumenti (violini, viole, chitarre, ecc);
- a Siena abbiamo trovato un gruppo di ragazzi stranieri (tedeschi? inglesi?) che, a un angolo della strada suonavano e cantavano facendo tanto di coreografia "Funky Town";
- a Berlino abbiano trovato sulla metro dei ragazzi che hanno suonato così bene "The tide is high" che abbiano dato loro i soldi pienamente convinti che se li meritassero.

mercoledì, novembre 02, 2005

CORTO MON AMOUR


Anche per Quack arriva il tempo delle mele, ricco di frutti dolci, ma anche di dolori (sono o no "I dolori del giovane Quack"?). Questa volta la mano del destino agisce per interposta persona, ovvero attraverso la mano della Sposa.