mercoledì, dicembre 29, 2004

SMEGMA E EDUCAZIONE

Domenica Yoshi mi ha insegnato una parola nuova: SMEGMA.
Lo smegma è quel mix schifo merda di pelle morta e secrezioni vaginali (per lei), resti di sbubi e secrezioni momonari (per lui).
PEr curiosità ho provato a vedere se esiste uno smegma.splinder/iobloggo/blogspot.com e non ho torvato niente.
Però nella prima pagina delle immagini di google si vede un momon smegmato ed è davvero disgustoso.
Se avrò un figlio mi prodigherò nell'insegnarli due cose per evitargli un destino da adolescente sfigato non cagato dalle ragazze:
1) lavarsi, non come qualcuno che per tutto il liceo non si è lavato denti, capelli e tutto il resto se non in per Natale e Pasqua (che schifo che schifo che schifo che schifo)
2) vestirsi in modo decente.
Con questi due accorgimenti, a meno che non sviluppi un carattere di merda (ma come potrebbe con dei genitori così simpatici?), dovrebbe avere una vita sociale tranquilla e, anche se magari non sarà strafigo, almeno non lo prenderanno in giro per come si veste.
Per altre cose magari sì, ma gli insegnarò una terza cosa: se ti sfottono, sfottili ancora di più.

martedì, dicembre 28, 2004

CORNICETTE E RICERCHE

Oltre al libro di lettura e il sussidiario, alle elementari c'erano due fondamentali supporti didattici: "Le mie ricerche" e i quaderni delle Roselline.
"Le mie ricerche" erano dei fascicoletti arancioni che contenevano una decina di pagine, ognuna con sei figurine da ritagliare e con dietro una spiegazione di quanto rappresentavano. C'erano fascicoli per ogni tema: le regioni d'Italia (circa uno per regione, anche se alcune erano accorpate),le nazioni, la storia (divisa in antica, moderna, contemporanea), la scienza,la musica, la letteratura.

Le Roselline erano invece dei fascicoli di forma quasi quadrata, con la copertina verde pastelle e due passerotti o fringuelli o pettirossi sopra un ramo di rosa canina. Le Roselline erano i libri delle cornicette, quelle che bisognava fare sulla cartellina per le verifica trimestrali.
Le Roselline erano divisi in volumi a seconda della difficoltà (5 volumi come le 5 classi della scuola elementare) e ti insegnavano a disegnare. I primi libri proponevano cornicetti e disegni molto semplici, geometrici: bastava tracciare le stesse linee sui quadretti ed ecco dei fiorellini, una gallina, una contadina davanti alla sua casa;andando avanti ci si liberava dalla guida del foglio a quadretti finchè non si riusciva a disegnare una perfetta genziana o primula.

lunedì, dicembre 27, 2004

GUARDAMI NEGLI OCCHI. hO DETTO NEGLI OCCHI

Io sono tanto innocente e piena di fiducia nell'intrinseca bontà degli uomini.
Ho sempre pensato che lo stereotipo "uomo = pene con attaccato un corpo" fosse un luogo comune buono solo per Cosmopolitan e le chiacchierate fra donne davanti a una tazza di the.
Invece scopro che è tutto vero: "gli uomini tendono a guardarti le tette più che gli occhi" non è la frase cinica di una donna disillusa dall'altro sesso.
Ho sempre considerato il mio Scimmiottino superiore alla media per sensibilità, morale e intelligenza: mi sono sempre detta che lui non è come tutti quei trogloditi che quando escono con una ragazza le guardano solo le tette e il culo e pensano solo al sesso.
E invece ieri mi ha rivelato una cosa che mi ha fatto aprire gli occhi, e il prossimo che mi dice che Cosmo spara solo cazzate e che Men's Health si rivolge a un maschio decrebrato tutto testosterone e spermatozoi, beh, lo mando a fanculo senza passare dal via.
La prima volta che ci siamo visti, quello che pensavo essere un ragazzo immune dai devastanti influssi della costellazione della Verga, mentre parlavamo del più e del meno davanti a una tazza di cioccolata, mi guardava furtivamente le tette e pensava: "Uhh...guarda come si vedono le tette...pensa come sarebbe strizzarle..."

sabato, dicembre 25, 2004

BAMBINI CULONI

Ci sono cose che sfuggono dall'umana comprensione: una di queste sono le taglie per bambini.
Fino ai 13 anni compravo i vestiti con la mamma al Coin: c'era il reporto bambini/ragazzi e le taglie erano tipo "8 anni, 128 cm", "12 anni, 142cm", "16 anni, 162 cm". Tu potevi scegliere se eri in linea con l'età o una tappa o pertica sotto/sopra la media. Mi ricordo che non ho mai avuto problemi a trovare la taglia giusta anche se, essendo una bambina stecco, quello che andava bene in lunghezza mi stava un po' largo, ma la mia mamma era un'abile donna ancien regime e comprava solo i vestiti che sapeva passibili di modifiche sartoriali home-made.
Quest'anno, presa dalla disperazione "l'inflazione la sento pure io", ho comprato a mia sorella una maglietta e degli slip Petiti Bateau. Siccome mia sorella ha le dimensioni della fidanzata del folletto Puck, ho optato per un "16 anni, 162 cm", pensando che 4 cm in più erano meglio di 4 in meno.
Mia sorella oggi prova gli slip (omettiamo che, stordita come poche, li ha provati senza mutanda sotto...), che si rivelano enormi: le stanno, d'accordo, però deve tirarle talmente su che ancora un po' e sembra abbia su un Pampers Easy Up.
Prova anche la maglietta: dio mio! è talmente lunga che le arriva quasi sotto il culo (e lei ha pure il busto corto).
La domanda quindi è: che cavolo è successo alle taglie? L'ultima maglietta comprata al reparto ragazzi Coin (età: 16 anni) non era così!

venerdì, dicembre 24, 2004

IL POST DI NATALE

un post tipicamente natalizio, che vi leggerete per non so quanti giorni perchè mi sono rotta il cazzo e quindi a meno che non capiti qualcosa per cui "che voglia ho di rendere partecipe il mondo di sta cazzata!" io non aggiorno.

Essendo io una Marissa sono autolesionista.
Però, siccome sono anche intelligente, non sono così scema da riempirmi di tagli sulle braccia. Il massimo che ho fatto è stato graffiarmi con il taglierino, ma un gatto avrebbe lasciato più segni: insomma, manco sanguinavano. Semplicmente restava una scia bianca e si gonfiava un po' la pelle.
Essendo io intelligente capivo già da me la valenza simbolica del gesto: non ho avuto bisogno del capo di Secretary (che però lei era una professionista, per quanto ignorante di psicologia spiccia).
Questa è la forma più eclatante.
Però, essendo io una ragazza sana, ho trovato due modi per farmi del male senza nuocere alla mia salute:
- farmi la ceretta in zona bikini (ma questo l'ho fatto quando avevo delle striscie depilatorie che mi avanzavano per casa)
- dedicarmi ad attività assorbi cervello tipo leggere-sottolineare-tradurre pagine di critica letteraria inglese per tutto il pomeriggio, pensando che se mi fa male la schiena è meglio, così mi purifico ed esterno il mio dolore interiore.
Strapparmi i capelli bruciati (presenti? quelli tutti strani) ed estirpare peli incarnati lasciando croste, crateri e merde varie sulle gambe sono invece attività con cui mi diletto quotidianamente, a prescindere da come sto. Ma questo perchè sono afflitta da un non precisato tormento inconscio, con il quale convivo abbastanza bene.

VIVA VIVA LO SPIRITO NATALIZIO

SECREZIONI NASALI E PIXEL

In realtà avrei dovuto omaggiare il mio Scimmiottino con una versione rivisitata del Mattino del Parini, ma è un progetto che merita tempo, attenzione e cura del particolare: tutte cose che, dopo una mattinata a passata a sorbirmi tutte le teorie dei pipparoli studiosi di Shakespeare, non possiedo.

Vorrei quindi dedicare queste poche righe ad elogiare un fenomeno meraviglioso quasi quanto le macchie d'olio sulla strada baciate dal sole.
Un fenomeno che secondo me realizza l'isomorfismo uomo-macchina.
Un fenomeno che non sai mai quando capiterà, ma quando capita ti riempie il cuore di gioia, letizia e liquerizia.
Quel fenomeno che si manifesta quando uno strarnutisce sullo schermo del piccì e le goccioline fanno sì che lo schermo sembri decorato da goccioline multisfaccettate fucsia e blu elettrico.
Evviva lo starnuto sullo schermo del piccì (ottimo spunto per una canzone di Elio e le Storie Tese)

giovedì, dicembre 23, 2004

SENZA TITOLO

Se vi annoiate, andatevi a rileggere qualcosa di vecchio.

mercoledì, dicembre 22, 2004

FdC EMMA: IL CASO MONA

NB: mi scuso se è un po' troppo lungo. Potete scaglionare la lettura in due fasi

Ieri al lavoro pensavo di aver trovato l'uomo perfetto per Mona. Siccome io le voglio un gran bene, mi sono premurata di raccogliere più informazioni possibili (dati anagrafici, hobby, stile, reddito), per inviarle una descrizione dettagliata via e-mai.
Questa è la sua risposta. E' talmente carina che mi sembra giusto farvela leggere, anche per farvi conoscere Mona dalle sue stesse parole


Ciao Eli!
Ho appena letto il tuo identikit del giovane di oggi, ti devo fare complimenti: era molto dettagliato!! se mi avesssi trovato le stesse informazioni sullo Smunto,ti avrei già eletta rappresentante ufficiale del Mona Club(è il riconoscimento più alto per un mio fan!!)!!
A proposito: se non trovi lavoro nel call center ti assumo io come investigatrice privata...e io che pensavo di essere portata per quel lavoro!!! Dopo aver letto la tua
mail ho visto che mi batti..anzi inizio col proporti il tuo primo lavoro(ovviamente ben retribuito)che darà avvio ad una sfolgorante carriera.
Dovresti andare da un tale Smunto,per il quale ho sentito che Mona ha un vero e proprio debole,e chiedergli:
a)se è sposato,
b)se è fidanzato.
Nel caso risponda no a entambe gli devi chiedere se vuole conoscere una simpatica morettina che si aggira con un anonimo cappottino di lana bianco,della quale sicuramente avrà incontrato lo sguardo nei corridoi della cattolica.
Nel caso risponda si' ad a o b,qui il tuo lavoro si complica(si sa ke oggi giorno la flessibilità è tutto nel lavoro),infatti mona sarà costretta ad assoldarti come killer per far sparire la consorte. Non dico proprio eliminarla fisicamente,ma magari spedirla con un biglietto solo andata tra i tuareg,ma questa è un' altra storia...piaciuta l' idea??

Il tipo si chiama stefano :bel nome(l' ho eletto a nome immaginario dello Smunto, gli si addice troppo),il cognome un pò meno...mona Ve***oni!!???mi fa rima con Wuberoni!!
Hai detto che è smunto ma non smilzo come il mio Smunto: questo potrebbe essere ok,soprattutto se ha 2 belle spalle,il che è importantissimo per mona (anke lo Smunto deve avercele,se no come potrebbe indossare cosi' bene la divisa...come sono svenevole,lo so!!).
Il tipo ha un bel culo,parte che non guardo mai in un uomo perchè non la trovo molto erotica,l' importante è che non sia flaccido..al tatto!!
E' di milano ok,vivo già io in culo alle galline, mica posso trovarmelo di sondrio,cosi' passerei la maggior parte della vita in viaggio sui treni e non con lui,e la tentazione di tradirlo con un controllore fs sarebbe troppo forte...
Bella voce? Questo è importante,malgrado io stimi tantissimo il doppiatore di Patatini,non vorrei mai ritrovarmelo come fidanzato!! Ma cosa ha la voce dello Smunto che non va?non ti piace?se è una voce da vero ommo un pò cavernicolo,profonda, a me piace...ambirei ad essere chiamata con quella voce:mona amore mio!!!
23 anni sono l' età minima richiesta ad un fidanzato di mona,ma se si potesse fare 25,26,27 sarebbe meglio(per una volta ke trovo il ragazzo che sia maturo, per carità!!).
Sul look mi sa ke non ci siamo l'unica cosa che mi piace è cappotto lungo; i jeans un pò larghi non tanto, per non parlare del maglioncino a rombi e delle scarpe similgeox..!
Scusami se ti ho demolito il giovane, sono sicura che era carinissimo, però sai mi sono fissata su questo Smunto...
Comunque dovrei vederlo: per me è importantissimo il primo impatto,io sono un tipo da colpo di fulmine(e prendo grandi cantonate!), non per niente la prima volta che ho visto lo smunto ho fatto una cosa che non mi capita quasi mai: ho esclamato in maniera quasi inconscia davanti alla mara:"Che carino!!!" (ma si sa che io vado sempre a ficcarmi in storie complicate o impossibili,sono fatta cosi'...purtroppo).
Allora oltre a rubarmi il lavoro da investigatrice,vuoi rubarmi anche l' idea dell'agenzia matrimoniale?se vuoi che io sia la tua prima cliente(per di più vip,il che darebbe lustro alla tua agenzia..) preparati perchè ti aspetta un anno di duro lavoro...ti ho terrorizzata??

martedì, dicembre 21, 2004

REGALI DI NOZZE

Trallallà.
FdC sta leggendo Romeo e Porchetta sul divano.
Il Reverendo sta leggendo il Corriere seduto al tavolo.
Reverendo: "Se domani esci passa in laboratorio, chè ti faccio vedere un lavoro che sta facendo"
FdC: "Domani non esco, devo studiare"
Reverendo: "E' un lavoro lungo, lo finirò fra un anno"
FdC: "mmm"
Reverendo: "E quando l'ho finito te lo regalo..."
FdC pensa che si tratti di una cassetta di legno intarsiata e annuisce
Reverendo: "... così la metti dietro al letto"
FdC si ferma. Guarda sua padre con aria basita. Che cavolo devo mettere dietro al letto?
Reverendo: "E' una Madonna di legno intarsiato, come quelle che ci sono in montagna"
FdC si immagina una fermata delle via Crucis che c'è in montagna. Guarda suo padre.
Reverendo: "La metti in camera da letto quando ti sposi, no?"
FdC: "Ma tu sei scemo! Ma ti pare che io in camera mia ci metto una Madonna gigante? Ma scherziamo?"
La mente corre al rosario colossale che hanno i genitori della Paola.
Reverendo: "Ma in tutte le camere da letto si mette una Madonna dietro al letto. Anche io e tua madre l'abbiamo. E' una tradizione"
FdC: "Ma su una rivista d'arredamento hai mai visto una Madonna dietro a letto?"
La mente corre alla mia futura casa di carta di riso Ikea, lineare, luminosa, essenziale. E con una Madonna di legno intagliato sopra la testiera del letto.
Reverendo :"Beh, no...però si vede che sono case per famiglie problematiche, perdute... nelle case dei ricchi e dei divi si vede sempre una Madonna. Magari un dipinto di Raffaello"
E a questo punto la mente vola a Yoshi. Al mio Yoshi che non vuole battezzare il pargolo. Al mio Yoshi che ha ceduto sul matrimonio in chiesa dopo aver visto la scenata sul natale e, fatte le debite proporzioni, ha capito che era meglio assecondare le mie richieste.
E sono scoppiata a ridere.
Poi ho mandato un messaggio alla Paola e, n° SMS dopo, siamo giunte a un accordo: un anno io tengo la Madonna e lei il rosario, quello dopo ce li scambiamo.

"DOCUMENTO E SKILL CARD"

Yuppie yuppie. Sono ancora al lavoro nell'ecatombe per dieci ore. Naturalmente quando si è connessi tutto il tempo non succede mai niente di interessante nei blog, così mmi annoio ancora di più.
Essendo molto saggia ho deciso di passare la pausa pranzo mangiano e leggendo Romeo e Porchetta, la mia tragedia preferita.
Se avessi voglia di usare il cervello potrei scrivere un bel post, ma tanto di intelligente e socialmente impegnato c'è quello sotto (che è ancora fresco) e tra 10 minuti comincio ad interfacciarmi con il cliente (ovvero lo studente inteso in un'ottica economica e capitalista dell'educazione).
Questo lavoro ha il pregio di imparare a rispondere con gentilezza e solidarietà all'utente insoddisfatto, capacità molto utile per la mia carriera di operatrice call center ("187 buogiorno. In cosa posso aiutarla?"), sportellista ecc.

lunedì, dicembre 20, 2004

DO THE RIGHT THING

Avete presente "Fa la cosa giusta", la scena dove si vede che il razzismo non è solo bianco contro nero, ma anche nero contro orientale e orientale contro ebreo? Bene, oggi ho avuto modo di assistere live a una scena simile.
Complice una metro sbagliata, mi sono trovato in Wagner; ho deciso così di cogliere l'occasione per passare dal mio venditore di cibo coreano/giappo di fiducia per comprare il the verde allo Scimmiottino.
Entro nel negozio, mi sincero che il the in bustina non è aromatizzato alla zenzero e vado a pagare.
Mentre aspetto che il signore coreano mi scannerizzi il prezzo, fa il suo ingresso un ragazzo di colore: non un ragazzo di colore upper class tipo quello che abita di fronte alla mia scuola media e sembra un modello della Hilfiger, ma un marocchino.
Il proprietario mi strizza l'occhio e dice: "Quello ha sbagliato negozio"
Il tipo si guarda intorno.
Il coreano gli domanda cosa sta cercando.
Il ragazzo dice che non si ricorda come si dice in italiano e poi, titubante, chiede se ha la pasta di arachidi.
Il coreano, trionfante, risponde che no, non ce l'ha. E gli leggo chiaramente in faccia che sta pensando "Vedi che avevo ragione? Tu non puoi avere niente a che fare con i miei costumi alimentari. Mica mangiamo cibo uba uba noi coreani."
Per la cronaca ho visto che vendono le lattine di latte di cocco, così se voglio provare a fare un curry originale so dove trovarlo.

domenica, dicembre 19, 2004

QUELL'APOLIDE DROGATO DEL MIO RAGAZZO

Quando ero al liceo mi hanno rubato il portafoglio sull'autobus. Visto lo sbattimento di rifare i documenti, avevo deciso di non portarmi più dietro la carta d'identità ; poi i miei mi hanno detto che bisogna sempre avere un documento, perchè se ti ferma la polizia e ti trova senza poi sono guai e, ha aggiunto mia madre, ti prendono per un clandestino e ti sbattono nel centro di via Corelli.

Ieri siamo andati al concerto dei Beastie Boys.
Passiamo i cancelli, mi controllano sommariamente la borsa e il cane della narco punta Yoshi.
Lo fermano.
Arriva il capo.
Gli mostra il documento e gli chiede i documenti.
Yoshi non ha documenti: la carta d'identità è da qualche parte a casa e la patente in macchina. Ha solo il badge dell'università.
Il tipo dice di seguirlo, chè il cane ha indicato Yoshi.
Dei ragazzi vicino alla scale ci dicono di scappare e salire su: si vede che Yoshi ha proprio la faccia da drogato spacciatore (e meno male che si era fatto la barba)
Ci porta sotto il Forum (in pratica l'ingresso inferiore) e chiede a Yoshi di "sfilare" per vedere se il cane lo punta ancora.
Niente.
Il tipo ci lascia quindi andare, senza nemmeno chiedere scusa per aver dubitato della nostra morigeratezza e averci trattato vagamente di merda (era implicito un "giovani debosciati che vanno ai concerti, si fanno le canne e magari spacciano pure")

A questo punto ci starebbe bene una chiusa con "la morale della storia", una reprimenda allo Scimmiottino che va in giro senza documenti facendomi prendere un mezzo colpo, ma non so come farla, quindi chiudo dicendo che il concerto è stato noioso noioso noioso (ad eccezzione di Talib, che mi è piaciuto)

venerdì, dicembre 17, 2004

LA RISPOSTA ALLA NOIA DI OGGI

Annoiata come una merda, ho rifatto il test di The O.C, questa volta capendo il senso di tutte le affermazioni.
Risultato? Sono ancora più Marissa di prima, però meno perfettina, più Seth, più Anna. La cosa preoccupante è che sono anche molto più Oliver (da 44% a 67%...)
Appena torna a casa la Polly fa il test però secondo come mi vede lei. Io gliel'ho fatto, ed è risultato un buon 70% di Julie. Non perchè è zoccola, ma perchè è un'arrampicatrice sociale ambiziosa.

You scored as Marissa.
You are unstable and whiney and if people like you then it must be for
other qualities. Start exercising, most of your problems are due to
physical frailty and being overly self involved.
(*)
Marissa78%
Seth72%
Summer67%
Anna67%
Oliver61%
Kirsten61%
Jimmy56%
Julie55%
Sandy45%
Caleb44%
Luke39%
Ryan33%
Hailey11%
(*) Traduzione spiccia per chi non se lo vuole tradurre da sè (anche se mi fido delle vostre competenze linguistiche).
Sei una piagnucolona instabile e se piaci alla gente è per altre qualità(suppongo la quota Seth, Summer, Anna). Comincia ad esercitarti: la maggior parte dei tuoi problemi dipendono da fragilità fisica e eccesivo egocentrismo
Sono la prima ad ammettere che è vero.

DIARIO DI UNA TUTOR

Bene, oggi mi aspettano 10 ore di lavoro in Suburbia, il bunker informatico dell'uni. Siccome mi sono portata da casa un panino, dell'acqua, uno yogurt e del cioccolato, sono previste solo due uscite alla luce del sole per andare in bagno (qui sotto c'è solo quello alla turca che non so usare).

Buongiorno scimmiottino! (qui il cellulare non prende)

Seguiranno aggiornamenti

h 10.09
Lo scimmiottino non ha ancora acceso il Pc.
La Mona mi ha portato il regalo di natale: orecchini Las Margheritas.
Tutti sono molto bravi a far finta di niente uando si sente che al piano di sopra tirano lo sciaquone.
La sosia di Chiara Bonelli non mi fa girare fra i banchi e per dare suggerimenti agli studenti devo essere discretessimi, se no mi sgama e sono cazzi.
Fortuna che stamattina, venendo in università, mi sono letta Dipiù.

h 12.00
in preda allo sconforto più totale e alla noia più cancrenosa ho cominciato a fustigarmi la coscia con i foglietti delle password.
25 minuti dopo penso che Fiorello starà facendo simpatiche battute con Aldo Grasso in non so quale aula.

h 12.54
Ho appena scoperto che pomeriggio non c'è quasi nessuno a fare gli esami, quindi mi si prospetta un'ulteriore noia. Se mi portavo il dizionario di inglese potevo rifare il test di O.C. e vedere se sono davvero una Marissa e l'esito è dipeso solo dall'avere risposto a 4 domande a casaccio.

h 14.05
Ogni tanto qualcuno che aspetta di fare l'esame apre la porta, guarda dentro. Io lo guardo con l'espressione "dimmi quello che ti serve" e lui sta zitto e chiude.


giovedì, dicembre 16, 2004

LA MIA ANIMA GEMELLA

La Polly, che mi vuole tanto bene,condivide con me i suoi dolci di Santa Lucia e mi compra i muffin per mangiarli guardando film che hanno vinto l'Oscar nel 1952 per gli effetti speciali (chi indovina il titolo vince un premio), mi ha fatto un bellissimo regalo per Natale.
Mi ha regalato la mia anima gemella. Lui:



MR GNAM!

Un meravigliso cestino che, se gli schiacci il naso o i piedini, dice ben 5 frasi diverse.
Tra cui: "Adoro la rumenta! Ah ah ah"


mercoledì, dicembre 15, 2004

EVVIVA LA GI...EVVIVA LA GI..EVVIVA LA....

...gita dalla parrucchiera è sempre molto istruttiva: non per i pettegolezzi, ma perchè si ascolta lo zoo di radio 105 e si leggono Eva Tremila e Novella Duemila (in realtà ci sono soprattutto Donna Moderna, ma quelli li leggo già a casa)
Adesso che ci vado una volta ogni 4/5 mesi, ogni volta che torno c'è sempre qualche novità: dopo la dipartita della mia parrucchiera di fiducia, trasferitasi a Modena con il suo ragazzo, se n'è andata anche la Manu, la ventenne con il ragazzo geloso e possessivo.
Adesso c'è questa Alessandra, vecchia come la Nunzia. Il problema è che questa novizie non conoscono il mio capello, quindi ho sempre paura che mi facciano qualche casino.
Il risultato di oggi non è male (come quello di luglio ma più lungo), però mica assomiglio ad Ashlee Simpson...forse meglio così: il mio naso è meglio e non ho la mascella da texana "mangio bistecche, mangio bistecche"

Ashlee Simpson


FdC

sperando che questa volta la foto vada meglio (sì, è sgranata, ma è fatta senza flash, rendendo più giustizia al mio incarnato giallognolo)

La parrucchiera mi ha pure il fatto il regalo di Natale: una mini confezione con shampo per capelli sciupati e maschera rigenerante. Spero per lei che l'abbia pescato a caso o che siano tutti uguali, perchè I MIEI CAPELLI NON SONO SCIUPATI.
Avevo solo qualche doppia punta e una quadrupla...

lunedì, dicembre 13, 2004

(OT) E POI OGGI MI SONO FATTA I CODINI

A me piace tanto giocare con il gatto Neko, perchè è il gatto più bello, simpatico e intelligente del mondo.
Ieri sera ho costruito un giochino stile Albero Azzurro per il gatto Neko. Era da un po' che pensavo a come farlo, perchè non si possono usare colla, colori, carte strane, graffette, pinzatrici, se no il gatto Neko potrebbe farsi molto male e poi Yoshi non mi parla più. Però se gli acciacco il gatto Neko lui non lo vuole più e me lo regala...
Comunque: ho preso un rotolo di carta igienica finito, dello spago da cucina, delle cannucce, del nastro adesivo da pacco e un foglio di carta.
Ho fatto girare lo spago da cucina all'interno del rotolo, ho fatto un nodo in modo che avessi due estermità lunghe uguale e ho legato dei pezzetti di cannuccia. Poi ho preso un pezzo di spago lunghissimo, l'ho annodato al precedente e c'ho messo altri due pezzi di cannuccia.
Con un'altra cannuccia ho fatto una sorta di manico per reggere il rotolo sopra la testa del gatto Neko. Infine ho tagliato una striscia dal foglio di carta, l'ho attaccata con il nastro adesivo all'interno del rotolo e poi l'ho sfrangiata.
Non vedo l'ora di dare il mio gioco casalingo al gatto Neko. Che ci giocherà 5 minuti per poi stufarsi subito e voler andare di là con la sua amica Yuki.

A grande richiesta le foto





domenica, dicembre 12, 2004

NOIA CATACTONICA DEL DI' PREFESTIVO

Da quando c'è lo Yoshi non passo più i sabati a casa.
Siccome questa settimana ho un esame, questo week-end non ci siamo visti, e così mi è toccato restare a casa.
Il sabato a casa è una maledizione.
La mattina ti passa tranquillamente: ti alzi, fai colazione, pulisci la camera, studi, stai un po' al pc, controlli il pollo e i finocchi, mangi.
L'incubo comincia dopopranzo: il sabato pomeriggio non c'è un cazzo in tv.
Gli altri anni guardavo Amici e fino alle 4 ero a posto, poi i miei tornavano dalla spesa e io mi fiondavo a mangiare i biscotti appena comprati.
Quest'anno però Amici l'ho visto sì e no quattro volte, non sono entrate nel meccanismo della trasmissione, non conosco i ragazzi e quindi è una noia colossale.
Ieri pomeriggio quindi ero spalmata sul divano a guardare nel vuoto, lamentandomi che non volevo uscire per scegliere il colore della macchina, non riuscivo a studiare (è dalle elementari che non studio il sabato pomeriggio), non volevo vestirmi per uscire, non volevo accendere il PC e aspettare che Alice facesse i suoi comodi; l'unica cosa che volevo era preparare dei biscotti. Alla fine,con un immane sforzo, mi sono alzata dal divano, mi sono vestita e ho preparato un budino S. Martino (che fa bene al tuo pancino).
Poi dalle 4 alle 7 il tempo è passato: in macchina alla concessionaria (dall'altra parte di Milano); tour della concessionaria per scegliere il colore della macchina e aspettare che il tipo finisse con gli altri clienti; visita all'ufficio del venditore (che sembrava Tarcisio) che ci ha raccontato che adesso con un suo amico ha investito in due tori, più sicuri di un investimento in borsa, bla bla, stretta di mano; intrappolati sul cavalcavia di Monte Ceneri perche a Lotto c'era Prodi; andati all'Agorà che la sorella doveva comprare i pattini da ghiccio per l'Ingegnere.
Alle sei e mezza, passando davanti a 3 ristoranti giappi e 2 cinesi, mi è venuta una gran voglia di cibo cinese (il sabato è la giornata del cibo etnico), ma senza scimmiottino non se ne fa niente.
La sera del sabato passa più in fretta: bagno, crema, dentini, a letto alle dieci e mezza per dodici ore di sonno.

PS: ho deciso che da grande voglio fare la venditrice d'auto. Mi specializzerò nelle donne, perchè so che un uomo non si fiderebbe mai del giudizio di una donna ("cosa cavolo ne può sapere una donnetta di auto?"). In fondo la sorella di mia nonna è stata la prima venditrice donna di auto ed è anche diventata manager alla Lancia.

venerdì, dicembre 10, 2004

PROFILO DESTRO, PROFILO SINISTRO

C'era una volta la mia vicina di casa, un metro e cinquantaqualcosa di toscanità, capelli di saggina e lineamenti da sorellastra di Cenerentola.
La mia vicina era una menarella di prima categoria: siccome non era bella, si vantava dei suoi vestiti, delle cose che voleva comprarsi, della moto del fratello, dei suoi ex, di questo e di quello.
Una volta se ne è uscita che voleva fare un regalo originale al suo ragazzo, quindi quel pomeriggio sarebbe andata dal fotografo per fare le foto per un calendario che avrebbe tenuto compagnia al suo marinaio livornese . Di fronte alla mia espressione tra lo stupito, lo schifato, l'incuriosito e il divertito la Vicina ha precisato che "non faccio mica foto osè! Sono vestita, al massimo in qualcuna ho il due pezzi!"
Ecco, questa è un'idea peregrina.
Ma c'è di peggio.

C'era una volta la mia amica e compagna di classe Brisella (nome di fantasia). A Brisella non piaceva essere fotografata in condizioni normale, perchè veniva sempre male. Siccome il suo ragazzo si lamentava che non avevano foto insieme, lei ha prenotato una seduta fotografica presso un grande studio.
In pratica Brisella e il suo lui sono andati in questo studio (con le luci, gli arredi finti tipo: finto salotto, finta camera da letto), si sono portati da casa i vestiti migliori (tra cui, notate bene, gli abiti da sera) e hanno fatto un tot di foto insieme in posa: in pratica una simulazione di quella che capita agli sposi il dì delle nozze.
Il risultato è stato all'altezza delle aspettative della Brisella.
Peccato che noi non lo si sia potuto vedere, perchè il formato dell'album e delle foto era troppo grande per consentire un agevole trasporto sul pullman.

giovedì, dicembre 09, 2004

UNA BORGHESE PICCINA PICCIO'

Innanzitutto vorrei fare un piccolo regalo natalizio a chi mi ha dato ragione:



Poi vorrei farvi partecipi del mio obiettivo per l'anno nuovo; se lo scorso anno volevo diventare un'icona gay, mi sono ora accorta che è un sogno troppo inflazionato, e che ci sono persone più adatte di me. Il mio obiettivo per l'anno 2005 è:
diventare un'icona piccola borghese
Voglio una cornice d'argento con la mia foto in ogni salotto buono d'Italia. E ci voglio pure il centrino fatto all'uncinetto sotto.
Come foto direi che questa (con tanto di albero di natale dietro) può andar bene


mercoledì, dicembre 08, 2004

CHE DELUSIONE...

Io vorrei farvi riflettere su una cosa.
Se guardate sotto noterete che sono l'unica blogger di sesso femminile che non ha commentatori maschili che le danno incondizionato appoggio qualunque cosa dica.
Non è giusto! Voglio anch'io un codazzo di viscidoni che mi dicono che è sempre ragione! E' un mio diritto!
Ecco la fregatura di condividere l'80% degli accessi maschili con il proprio scimmiottino: sono tutti amichetti suoi che gli danno man forte.

LA MAGIA DEL NATALE

Forse voi non lo sapete, ma io ho un ragazzo, di cui non farò il nome per tutelare la sua privacy e perchè tanto, non conoscendolo, è indifferente per voi saperne il nome; ci limiteremo a identificarlo con l'incognita Y.

A parte quando ero piccola, non ho mai sentito molto la magia del Natale, che si è sempre tradotto in un periodo di ricerca di regali, alberi da fare, festicciola a scuola, luci per le strade e la depressione di essere sola a cantare "All I want for Christmas is you".
Pensavo quindi che, ora che ho il mio ragasuolo, avrei avuto un Natale da commedia sentimentale anglossassone/americana, con tanta magia, tanto amore, caminetti accesi, baci sotto il vischio, tanta felicità nell'aria.

Invece Y. dice che il natale gli è indifferente e che è una stronzata, una festa che non ha senso, indipercui a parte quest'anno, l'anno prossimo non vuole che ci scambiamo i regali, chè lui non li ha mai fatti, non gli piace farli a comando quando altri milioni di persone li fanno a loro volta, ecc. ecc.

Come già detto, finora anche i miei natali non hanno avuto granchè senso, ma credevo/volevo/speravo che insieme avremmo potuto trovarlo.
Questo getta anche delle ombre sul futuro, perchè:
- se abbiamo figli voglio un papà capace di creare un grande spettacolo di natale per loro. Non voglio togliere ai bambini la magia della loro festa perchè papà dice che è una stronzata di cui non capisce l'utilità e i bambini non dovrebbero nemmeno credere che esista Babbo Natale perchè è una trovata commerciale e l'antropologo pincopanco dice che...
- se non abbiamo figli, che da piccoli danno senso al Natale, non voglio passare il resto dei natali della mia vita senza nemmeno un briciolo di atmosfera festiva in casa. Voglio l'albero di natale, la ghirlanda sulla porta, i biscotti appena sfornati, i regali da scartare insieme la mattina di Natale prima di preparare il pranzo.

Y. dice che, come tutte le donne, voglio cambiare il mio uomo, ma non è possibile. Volessi si vestisse in un altro modo, ascoltasse altra musica, leggesse altri libri, guardasse altri programmi, mangiasse altre cose, facesse certi sport, diventasse un assiduo frequentatore di discoteche avrebbe ragione. Ma io mica gli chiedo questo. Mica gli chiedo di diventare chiesarolo o filoberlusconiano. Gli chiedo solo di aprire un po' il suo cuore alla magia del natale. Se no gli mando il fantasma del tempo passato, il fantasma del tempo presente e il fantasma del tempo futuro a fargli visita fino alla notte della vigilia.

martedì, dicembre 07, 2004

SANT'AMBROSE AIUTAMI TU!

Quante riflessioni andando in giro il dì di Sant'Ambrogio in quel di Milano...

Il signore del negozio di cibo jappo/coreano è molto simpatico e mi ha anche fatto assaggiare una caramella all'uva. In Corea fanno le caramelle grandi come leccalecca.

Un ragazzino che faceva le medie nella mia stessa scuola adesso fa il cassiere alla Upim. I cassieri e i tuttofari dell'Upim devono indossare cappello da Babbo Natale con lucine, pantalone nero, maglia nera, BRETELLE nere: dei perfetti aiutanti del vecchio barbuto.

Ho comprato un nuovo portafoglio da donnina, rosso con un cuore come chiusura. Nonostante abbia gettato via tutte le varie merde accumulate al liceo, resta sempre gonfio. Ma quando li fanno non tengono conto che ormai siamo tutti piani di carte varie?

Depressione è dover comprare un regalo a tua sorella, non avere idee e accorgerti che alla Benetton non trovi più niente di carino sotto i 30 euro (a parte sciarpe e cappelli, che però lei si è già presa). Volevo prenderle un completino intimo, visto che adesso può sfoggiarli, ma essendo lei miss Pruderie (e Miss Vassoio) le avrei preso qualcosa che non la convinceva. Ho optato così per una maglietta mezza maniche di cotone della Petit Bateau, beige con fiori disegnati (da usare come t-shirt o come maglia della salute) con due paia di slip coordinati.

Il regalo di Yoshi pesa troppo ed è ingombrante. Non ho idea di come farlo su. Ci vorrebbe una scatola di cartone per mettercelo, ma dove la compro?

lunedì, dicembre 06, 2004

UNA MARCIA IN FALAFEL

La mia mammina ha dei recettori iperattivi che le fanno sentire odore di aglio da due metri.
Ogni volta che torno da casa Yoshi, una delle prime cose che mi chiede è: "Hai mangiato qualcosa con l'aglio?". Sentendosi dare una risposta positiva , commenta: "Si sente".
Ieri a pranzo ho mangiato per sbaglio un pezzo d'aglio, che mi si è anche incastrato nel dente.
Poi, a cena, ho mangiato dei falafel alla Kebab House: aglio puro impastato con fave e avvolto da una croccante impanatura di semi di sesamo fritti. Oltre al fatto che ti si piazzano sullo stomaco e ci fanno un suk, ti lasciano anche una fiatella di tutto rispetto, che due cicche non riescono ad eliminare.
Tornata a casa ho subito avvertito mia madre, che come al solito ha detto "Si sente".
Poi sono andata a letto, e mi è partito un superrutto silenzioso, con tanto di aria (al sapore di falafel) che fuoriesce dal naso.
Stamattina mi alzo e faccio colazione. Mia madre mi incrocia mentre vado in bagno. Le dico qualcosa. Lei mi chiede se dopo posso aprire la finestra perchè "quanto cavolo di aglio c'era che lo sento ancora adesso?".

venerdì, dicembre 03, 2004

THE IMMIGRANT NIGHT

Io ho un amico che, causa assunzione di ecstasy, LSD, cocaina, si è totalmente bruciato il cervello. Non è ridotto a un vegetale: ha semplicemente degli scatti di rabbia incotrollati verso sua madre.
L'ultimo episodio è stato da lui chiamato "la notte degli immigrant".
La mamma di Fanfurla (nome di immaginazione) si lamenta che lui non aiuta in casa e dorme fino a tardi.
Una sera mamma Fanfurla va a pulire il bagno di Fanfurla perchè il giorno dopo viene l'idraulico, e trova il bagno in condizioni disastrose. Esasperata lancia un volume dell'enciclopedia contro il figlio, che è al piano di sotto. Poi va in camera usa.
*Badabum**Badabum*
Fanfurla corre in camera e vede che sua madre ha scaraventato per terra il suo televisore 28 pollici e la sua Playstation. Entrambi danno fuori di matto e Fanfurla corre in camera della madre a romperle il televisore.
Arriva il padre di Fanfurla, che tenta di riportare l'ordine e dice al figlio di portare su la tv della cucina.
Fanfurla va in cucina, fa uscire il cane, prende un martello e comincia a spaccare il televisore.
Nel mentre sua padre chiama i carabinieri, che lo trovano seduto tranquillo in cucina. Fanfurla dice che gli spiace, non doveva farlo. I carabinieri gli chiedono cosa intende fare. Fanfurla risponde che l'unica cosa che può fare è andare via di casa. I carabinieri lo accompagnano a fare la borsa e si fanno dare le chiavi di casa, per impedirgli di tornare.
Fanfurla passa la notte da due suoi compagni di università e già si immagina un futuro di studente lavoratore.
Il mattino seguente cambia idea, torna a casa e dice alla madre che non può lasciarlo fuori casa. La madre dice che può tornare, però si deve alzare tutti i giorni alle otto e mezza. Fanfurla acconsente.
Il giorno seguente si alza in orario.
Quello dopo ancora no.
I suoi hanno già comprato due nuovi televisori, la Play funziona ancora.

giovedì, dicembre 02, 2004

CIAMPU'

UPDATE



Questo è il mio Stellino (in realtà il mio aveva anche un cappello arancione con il bordo colorato), il pupazzetto che mi portavo all'asilo! (ad essere onesti l'ho portato solo un paio di volte, di cui una a Carnevale. Lo ricordo perchè ho una foto)

Notizia di interesse generale
Per il terzo anno consecutivo mio zio ha trasformato la nostra umile palazzina milanese in una depandance del TajMahal di Donald Trump. Per fare ciò gli è bastato mettere il solito filo di luci multicolor attorno al suo balcone. L'anno in cui ci metterà anche una slitta con tanto di renne saremo a posto.

Lieta novella che solo le signore possono capire
Io l'ho sempre detto che gli spagnoli sono il mio popolo preferito: loro sì che sono intelligenti, attenti alle sfumature e sensibili ai problemi della gente.
Finalmente Mamma Sunsilke ha pensato alla maggioranza silenziosa delle donne nè carne nè pesce che hanno "capelli nè ricci nè perfettamente lisci" (in spagnolo "cabello con tendencia a ondularse o descontrolarse").
Lo so che non otterrò nessun risultato significativo (se non c'è riuscito il siero della John Frieda, valutato come miglior siero per capelli dalla rivista My Hair, nessun prodotto che non sia l'acido riuscirà a farmi avere dei capelli lisci come quelli di una svedese/giapponese), ma è già qualcosa che qualcuno ci abbia pensato. Come sei suol dire: è il pensiero che conta.
Se lo champù contenesse gocce di acqua di Lourdes e faccesse il miracolo, beh, farò un ex voto (con una ciocca di capelli) per il santo dei parrucchieri.

mercoledì, dicembre 01, 2004

CINOFILIA A NUVOLETTE

In quanto bambina metropolitana non ho mai avuto nè voluto un cane: il massimo a cui aspiravo era un criceto.
Se non avevo un quattro zampe in giro per casa, ne avevo tanti sulla carta stampata: mentre oggi vanno di modi criceti e animaletti topolosi, quando io ero piccola era il cane a farla da padrone.

C'era la Pimpa, la cagnolina a pallini rossi che vive con Armando l'alcolizzato che cerca di mantenere il controllo sulla propria vita vestendosi di tutto punto e con tanto di cappello. Il fatto che abbia il naso da avvinazzato e consideri la Pimpa una specie di figlia ci segnala come stanno le cose in realtà.



La Pimpa ha tanti amici: il più inquietante è la Pantera, sua guida in un viaggio catactonico che la porta al centro della Terra, dove scopre che il cuore del mondo è una caramella (che lei mangia e sostitusice con un'altra). Al posto di Caronte sottoterra c'è un alterego della Pimpa vestito da ferroviere, che gestisce il traffico dei treni sotteranei.
Questa storia me l'aveva letta all'asilo la mia amica Elisa; siccome nessuna delle due sapeva leggere, lei si era lanciata nell'inventare una storia molto inquietante (il fatto che fosse una giornata di pioggia con un cielo plumbeo e una luce livida che illuminava la classe aumentava l'impatto della narrazione), molto diversa da quella che poi la sera mi aveva letto la mamma.

Un'altro cane era Poochie. Poochie era un incrocio tra Hello Kitty e la Barbie: poteva vantare un giornaletto come la seconda e un'infinità di gadget come la prima; io avevo il timbrino e la matita con una Poochie gigante sopra.



Credo che Poochie si possa considerare la prima icona trash della mia vita: insomma, si tratta di una cagnolina con degli enormi codini ondulati rosa shocking!
Di Poochie non ricordo nessuna storia e nessun amico. Se qualcuno volesse darmi una mano...

L'ultimo cane (escludendo Sansone e Snoopy) è Gino, il cane del Corriere dei Piccoli.
Gino era il vero cane di qualcuno della redazione, che aveva ispirato questo fumetto. Gino era un cane di piccola taglia, con grandi orecchie marrone chiaro e il pelo bianco e marrone.
Gino rappresentava i buoni sentimenti come Hamtaro oggi, e infatti mi è sempre stato sulle palle.
A me del Corrierino mi sono sempre piaciuti i Ronfi (personaggi molto più complessi e maturi) e i Cuccioli (i primi personaggi "cattivi" e un po' tamarri dentro: c'era Tea la porcellina che ha dei problemi con una saponetta troppo "swicciosa"; Ugo, il piccolo genio che non sa allacciarsi le scarpe e dovrà ritirare il Nobel con i mocassin; Rufus, il bullo della classe. C'era anche la migliore amica di Tea,nonchè cugina di Ugo, ma non ricordo il nome; so solo che era una specie di pecorella grigia con un vestito verde).
E poi la Stefi, che però è un essere umano e non un animale e quindi trascende il discorso.